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testimonianze di danni per rimozioni non protette dell'amalgama

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    Sito web di difesa del paziente odontoiatrico


  • Testimonianza n.1 di rimozione non protetta

    Franco G.

    Soffro presumibilmente da oltre 25 anni di intossicazione da mercurio a basso dosaggio, dovuta alla presenza nella mia bocca, di 14 amalgame dentarie. Questo è un problema molto importante per me perché da cosi tanti anni soffro di sindrome da stanchezza cronica.

    Circa quattro anni fa, in seguito ad un mineralogramma, ho preso atto della possibile causa dei miei problemi, ma non sapevo a cosa andavo incontro... consigliato dall'oculista-naturopata, ho rimosso in circa due anni tutte le mie amalgame, andando pero' incontro a problemi terribili. Non lo rifarei più, piuttosto toglierei i denti, anche tutti.

    La mia poca forza scomparve del tutto, inoltre arrivarono attacchi di panico, prima sconosciuti, che duravano ore ed ore, e che mi costringevano a camminare come un forsennato attorno ai divani fino a cadere esausto per poche ore di sonno agli orari più strani. Le manifestazioni più estreme scomparvero in circa due anni, ma in occasione di ogni rimozione di amalgama, si ripresentava la fase acuta per alcuni giorni.

    Purtroppo a mie spese avevo scoperto che la rimozione del mercurio dai denti, nei casi in cui e' necessaria, deve essere fatta assolutamente proteggendo il paziente e gradualmente, per evitare di mettere in ulteriore pericolo l'organismo. Altrimenti il rimedio è peggiore del male (almeno per me così è stato). I dentisti non sanno che una notevole quota del veleno rimosso viene assorbita nell'organismo.

    Quali precauzioni furono usate? La diga in gomma era difficile da applicare e la dentista rinuncio'.
    Nonostante l'avvertimento di alcuni medici omeopati, che le inviavano i pazienti, richiedendo la sostituzione di un'amalgama al mese , lei riteneva che anche l'anestesia provocasse un danno al mio fisico, per cui l'approccio fu quello di farne tante insieme per limitare il numero di sedute.

    Non mi fu somministrato carbone vegetale o qualsiasi altra cosa che (solo ora lo so) viene usata per minimizzare l'assorbimento da parte dell'organismo di mercurio.

    Non furono misurate le correnti endorali per individuare l'amalgama più elettronegativa (e quindi la prima da togliere).

    Non c'era segno di areazione dedicata o forzata.

    Niente Clean-Up.

    In pochi giorni dalla sostituzione, i sintomi fisici e psichiatrici furono cosi evidenti che attesi un anno per rimuovere il secondo quadrante. Quando stetti un po' meglio.

    Il terzo ed ultimo quadrante fu rimosso dopo circa un altro anno. Totale 14 amalgame, di cui una gigantesca nel dente del giudizio, che io volevo a tutti i costi estrarre, ma la dentista non volle .


  • Testimonianza n.2 di rimozione non protetta

    Alessandra F.

    Circa quattro anni fa mi furono levate otto amalgame dentali. Quasi subito - e per diversi mesi successivi - cominciai a soffrire d’una serie di malesseri più o meno intensi. Disturbi del sonno, mal di testa, perdita di capelli, calo della vista, irritabilità, depressione e una profonda, costante stanchezza. Sintomi la cui persistenza (soprattutto il senso di spossatezza) non riuscivo a spiegare in relazione al mio stile di vita tutto sommato salutare.

    Mio marito mi ha suggerito allora di contattare Lorenzo Acerra, poiché il mio stato si era sviluppato dopo le rimozioni e quindi poteva essere la conseguenza di una intossicazione da amalgama. Abbiamo così appreso che il dentista aveva pesantemente usato il trapano per disintegrare l’otturazione di amalgama e ciò comporta sempre un rilascio di vapori di mercurio notevoli. Uno vuole togliersi l’amalgama perche’ nel suo caso le basse dosi di mercurio rilasciate quotidianamente costituiscono un peso (quando il vaso è pieno ogni goccia in più fuoriesce e le conseguenze diventano visibili sul pavimento), va da un dentista olistico come ho fatto io, e solo dopo che questo ha agito scopre che per lui è ordinaria, accettabile, la vaporizzazione dell’amalgama per cui il paziente ne esce con un’esposizione acuta, cioè assorbe in una volta sola l’equivalente di migliaia delle piccole dosi che la presenza in bocca di amalgama avrebbe prodotto quotidianamente. Non vi dico qui tutte le precauzioni che avrebbe dovuto prendere se fosse stato accorto e che mi avrebbero cautelata, vi dico solo che nella sua testa la rimozione era come bere un bicchiere d’acqua, tanto che mi diede appuntamenti in successione senza far passare neanche tanto tempo tra una rimozione e l’altra.

    I miei erano sintomi di intossicazione e a quel punto non c’era altro da fare che pensare ad una cura disintossicante. Stavo per cominciare quando mi sono accorta di essere incinta. C’era poco da fare, non avrei potuto seguire alcuna cura fino a quando non avessi smesso anche l’allattamento. I primi cinque mesi di gravidanza sono stati notevolmente problematici: ho avuto due minacce di aborto, alla fine del terzo mese uno scollamento della placenta di tre centimetri, una diagnosi di sospetta placenta previa e una costante spossatezza, capogiri, non mi reggevo praticamente in piedi. E’ superfluo dire che gran parte dell’intero periodo l’ho passato praticamente a letto, ma credo che sia importante invece ricordare che quella era la mia seconda gravidanza e che con la prima - precedente di un paio d’anni - non ho avuto alcun tipo di problema, le condizioni erano talmente buone che ho potuto addirittura partorire in casa. Lorenzo mi ha detto che le persone intossicate traevano benefici e miglioramenti se iniziavano a seguire l’approccio alimentare di Tia Tranfaglia.

    Approccio e ricette vengono presentati nel libro "Celiachia, intolleranze, allergie alimentari", Macro Edizioni 2004 , e consistono in una dieta macrobiotica "senza glutine" e "senza caseina". Dopo una settimana di questa dieta ebbi un momento di riflessione profonda davanti a quello di cui stavo facendo esperienza: Mi sentivo praticamente un’altra persona. Avevo scoperto l’alimentazione che cura! Avevo scoperto un supporto, come può essere quello usato dai saltatori dell’asta per proiettarsi nell’aria, che ti lancia in un’altra dimensione del vivere. Ero compiaciuta, sapevo che da allora in poi su questa cosa non avrei avuto nessun dubbio mai. Al sesto mese di gravidanza mi occupavo, da sola, delle faccende di casa e di mia figlia di poco più di due anni. Ricordo benissimo che potevo stare in piedi anche otto-nove ore al giorno senza avvertire alcuna stanchezza. Non mi ero mai sentita così prima, in tutta la mia vita. Dopo un mese dall’inizio della dieta mi era sparita anche la candida che persisteva dall’inizio della gravidanza. Inutile dire che scomparve qualsiasi tipo di disturbo e tutto andò a gonfie vele: anche mio figlio poté nascere in casa.

    Alla fine dello svezzamento mi è successo saltuariamente di mangiare glutine o un po’ di formaggio. Con il passar del tempo queste "trasgressioni" sono durate anche qualche settimana. In ogni caso, anche quando davo una certa continuità alla dieta, non la seguivo più con lo stesso rigore di prima. Le mie osservazioni a riguardo sono che mentre per avere dei malesseri significativi ci vuole qualche settimana (anche se i primi sintomi - afte e consistenti perdite vaginali- sono immediati), per riprendere forza ci vuole solo qualche giorno, basta che vi sia un’eliminazione completa e costante del glutine e della caseina.


  • Testimonianza n.3 di rimozione non protetta

    Pietro P.

     

    da Report di Raitre, 29 aprile 2002, Sabrina Giannini www.report.rai.it :


    Nel 1997 il signor P., di Cagliari, vede il nostro servizio e comincia a sospettare che proprio l'amalgama può essere la causa dei problemi di salute della giovane figlia. Per due anni alla figlia erano state diagnosticate varie malattie, somministrate numerose terapie, ma la situazione continuava ad aggravarsi. E dopo il secondo ricovero ospedaliero, il padre della ragazza chiede che vengano rimosse le otturazioni dalla bocca della figlia.


    Pietro P.: "Hanno rimosso 3 amalgami senza alcuna precauzione, nonostante le mie precise richieste in tal senso.

    Quindi la ragazza stava malissimo. Il giorno dopo quando li ho interpellati ho scoperto che non erano state usate queste precauzioni. Qualche giorno dopo ha avuto un collasso, è stata trasferita in rianimazione, è stata salvata per il rotto della cuffia, e poi ha dovuto fare 28 trasfusioni di sangue nel giro di 2 mesi".


    Sabrina Giannini: "Senza mascherina protettiva, senza diga, la ragazza potrebbe aver inalato quantità di mercurio insopportabili, forse era realmente sensibile al mercurio. E sulla base di quell'indizio l'Università di Cagliari inizia a studiare il caso".




  • Testimonianza n.4 di rimozione non protetta

    Marco F.

    Mai e poi mai avrei presupposto, da sedicenne o anche ventenne, che la pasta metallica con cui mi venivano ’’curati’’ i denti contenesse dal 40 al 50% di Mercurio. Pretendere che questo veleno, una volta fuso con gli altri metalli e costantemente in bocca, perdesse tutte le sue caratteristiche dannose secondo il concetto ‘’Se ce n’è poco non fa male…’’ era ed è semplicemente demenziale! Io poi avevo motivi per stare in guardia con il mercurio, essendo allergico, avevo avuto un'avvisaglia con disturbi vari e nervosismo all’età di quattro o cinque anni, guarda caso proprio quando mi furono somministrati i primi vaccini. Non fui fortunato come altri che sopportavano vaccini e mercurio ivi contenuto.Le carie furono una costante negli anni d'infanzia e poi di adolescenza.

    Disturbi come ansia, forte nervosismo, perdita sempre maggiore di memoria e concentrazione, tremori, gusto metallico in bocca, paure, forte timidezza, eretismo e depressioni furono crescenti con gli anni e non mi resero facile questa fase della vita. Il calo di concentrazione era progressivo con gli anni, e l’aumentare di sedute dal dentista, che ignaro o semplicemente noncurante, continuava a chiudermi costantemente ogni carie con otturazioni in amalgama. Oggi ho 41 anni e una diagnosi di fibromialgia, che esplose con l'inserimento a 28 anni di nuove otturazioni in amalgama e si consolidò definitivamente con la rimozione non protetta dai denti del mercurio .


  • Testimonianza n.5 di rimozione non protetta

    Alessandra G.

    Il dentista a cui mi sono rivolta mi ha rimosso in venti giorni otto amalgame delle quali sei erano chiuse sotto corone in oro. Pur non sapendo niente della pericolosità delle amalgame, dopo aver letto il materiale che gli ho portato ha concordato con me sull'opportunità di procedere e di farlo nel miglior modo possibile.

    Si è attrezzato, ha usato precauzioni, ha detto che non ne metterà più ai suoi pazienti e che si informerà meglio sull'argomento, anche perchè lui stesso ne ha più d'una in bocca. Siamo arrivati alla rimozione in tre quadranti, ne rimane uno dove probabilmente ne troverà due o tre.

    Ho però dovuto sospendere per una settimana perchè adesso mi sento veramente male: ho un continuo mal d'orecchio lancinante, non riesco a masticare, non sento più i sapori, mi capita almeno una volta al giorno che il cuore sembra che si fermi per poi riprendere furiosamente un battito pesante, sono spossata, ho apatia, vorrei solo dormire e sono profondamente giù di morale.



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    Ultimo aggiornamento 2 maggio 2005