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Rimozione protetta dell'amalgama

a cura dell'ADOM Salerno, Associazione per la Difesa dalle Otturazioni al Mercurio


La rimozione delle otturazioni dentali di amalgama, essendo generalmente affidata all'intervento con il trapano, è a rischio di vaporizzazione del mercurio, e questo aspetto richiede una gestione di grande attenzione.
Prerequisito indispensabile per qualsiasi intervento è perciò la lettura anche da parte del paziente del "Protocollo di rimozione protetta" che segue. Infatti, a seguito delle esperienze di centinaia di persone che si sono fatte togliere le proprie otturazioni dentali in amalgama in Italia, possiamo affermare che anche quel dentista che acconsentirà a rimuovere in modo protetto l'amalgama, purtroppo avrà un'attenzione al seguente protocollo al massimo del 15-20%.

Si parla spesso di rimozione terapeutica dell'amalgama, ma un'intossicazione acuta al mercurio prodotta dalla vaporizzazione dell'amalgama, che si sommi all'intossicazione cronica alle basse dosi rilasciate per anni, non è di beneficio in nessun caso. È dunque da temere come qualsiasi altro episodio di intossicazione acuta da vapori di mercurio, e infatti può risultare devastante in un certo numero di pazienti particolarmente intossicati.

 

LINEE GUIDE SULLA RIMOZIONE PROTETTA DELL'AMALGAMA, presentate dalla Accademia Internazionale di Odontoiatria Biologica
      (al 1° Congresso Internazionale di Odontoiatria Biologica Abano Terme, 7-8 Novembre 2003)

· L'emissione di mercurio è causata dal contatto della fresa con l'otturazione. Minore è il percorso di contatto, minore è l'esposizione. Da evitare la classica tecnica di smontaggio totale dell'otturazione per usura è il sistema che porta la fresa in contatto continuo con l'amalgama ed è quindi il più dannoso. Il dentista è portato ad operare così in funzione della grande efficienza del trapano-turbina e di fatto rimane il sistema con cui si smonta qualsiasi altro materiale.
Idealmente l'amalgama va disincastonata dal dente senza toccarla o con il minor numero di passaggi possibili nel materiale.

· Le frese ideali per la rimozione sono sottili e lunghe fiamme in carburo di tungsteno, magari monouso. Il disegno lamellare delle frese in carburo di tungsteno permette un taglio netto con una temperatura di contatto più bassa e quindi minore emissione.
Da evitare le frese diamantate che hanno per loro natura un taglio di tipo abrasivo ed un coefficiente di attrito alto. (Attrito = Calore).

· Utilizzare strumenti rotanti con basso numero di giri ed alto torque; tendenzialmente è meglio il moltiplicatore anello rosso alla turbina.

· Aumentare al massimo il raffreddamento della fresa, scegliere manipoli con ugelli multipli e con getti in buone condizioni. Se possibili portare al massimo la portata di acqua ed abbassare la quantità di aria nello spray per evitare di soffiare in giro mercurio.

· Una volta tagliato il margine periferico dell'otturazione è possibile sganciarla dal dente, che la ritiene meccanicamente e senza adesione chimica, tramite l'uso di piccole leve ed escavatori. Non occorre forzare e bisogna porre attenzione alle pareti sottili del dente.

· La diga di gomma (foglio di lattice che ricopre la bocca lasciando fuori i soli denti da trattare) è un ausilio sempre importante:   (1) fa da contenimento per eventuali particelle prodotte durante il taglio dell'amalgama,   (2) ha un parziale effetto membrana che isola la bocca,   (3) è fondamentale per tutte le procedure di ricostruzione con materiali adesivi, per evitare la contaminazione del dente da parte della saliva,   (4) inoltre aumenta notevolmente la visibilità della zona e facilita la precisione di lavoro.
Se esiste un singolo indice che identifica un buon professionista questo è probabilmente il fatto che usi di routine la diga di gomma per le varie procedure odontoiatriche.

· L'aspirazione è fondamentale! Risulta del tutto insufficiente l'aspira-saliva, deputato unicamente ad evacuare liquidi da una pozza. Per avere un effetto di eliminazione di fumi e vapori serve l'aspirazione chirurgica con cannule larghe (alta portata) ed un buon motore aspirante. L'ideale è aggiungere sulla testa dell'aspiratore una mini-cappa di plastica (es. Clean-Up) che non pone problemi alle operazioni ma che aumenta l'efficacia della canalizzazione di eventuali vapori liberati. Oltre ai tradizionali aspiratori chirurgici "monouso" (mai mettere oggetti contaminati da amalgama in autoclave!!) esistono vari tipi di cannule dedicate allo scopo.

· La ventilazione ed il contenimento della zona di lavoro sono importanti tanto per il paziente quanto per lo staff odontoiatrico. Vale il concetto che più vicino alla zona di produzione dei fumi si effettua l'aspirazione ed il ricambio d'aria, minore è la dispersione dei vapori stessi e minore è la quantità di aria da muovere. I vari sistemi di aspirazione ambientale da posizionare attorno al campo operatorio hanno questa ratio e servono per contenere l'emissione di nuvole tossiche.

· Il paziente e l'operatore possono essere protetti dall'inalazione nasale di vapore di mercurio attraverso vari accorgimenti:   (1) mascherine con filtri al carbonio o ioduri specifici per il vapore di mercurio,   (2) caschi integrali con filtri,   (3) mascherine nasali con flusso di aria non contaminata.   Non è chiaro se esista un beneficio ad utilizzare l'ossigeno, che rischia di essere ossidante e facilitare l'assorbimento di mercurio.

· La fretta è incompatibile con la bonifica delle otturazioni in amalgama. Rimuovere più otturazioni per appuntamento e far trascorrere tempi brevi tra le rimozioni stesse tende a sovrapporre eventuali picchi di esposizione, senza particolari benefici se non quelli della praticità operative.
La rimozione di una otturazione al mese rimane l'indicazione più sensata.


Ultimo aggiornamento 2 maggio 2005