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Sui "campi di disturbo"

Le persone intossicate sono diverse per quanto riguarda l’organo bersaglio (es. tiroide, testa, fegato, sistema nervoso periferico, articolazioni, etc.), quello che risponde male alla tossicità cumulativa, ma sono straordinariamente simili in un aspetto.. e cioè quando si abbassa il livello di efficienza dell’organismo tutta una serie di elementi in cui l’uomo del terzo millennio era stato immerso diventano campi di disturbo (come le ancore tengono ferma la nave ferma, così i campi di disturbo paralizzano le varie capacità di regolazione).

Elenchiamo qui i campi di disturbo che sono apparsi i più importanti secondo l’esperienza clinica di pazienti delle associazioni di vittime di amalgama in Italia, Germania e Svezia:

  • osteiti e infezioni ossee relative a denti devitalizzati,
    ad es. l’associazione anti-amalgama di Monaco insiste (e a ragione nel caso di pazienti cronici) che la miglior disintossicazione è togliere i denti morti (vedi l’approfondimento "questioni odonto.doc", Acerra 2005 );

  • l’intolleranza a latte e derivati (vedi "mal di latte.doc", Acerra 1999 );

  • le farine, il glutine, etc. l’organismo spende il 95% delle sue quote giornaliere di energia nel processo digestivo e quindi non fa altri passi in avanti con la malattia (vedi "mal di glutine.doc", Acerra 2004);

  • ho conosciuto vari naturopati che a ragione si sono soffermati sulla respirazione (che segue una parabola discendente con il nostro stato intestinale). L’inspirazione profonda (quella per cui l’addome si espande orizzontalmente e dopo cinque minuti di esercizio cosciente sentite una pressione sulla vescica), se praticata quante più volte possibile durante la giornata, può permettere all’organismo di produrre un sangue più pulito e permettere all’intestino di funzionare al doppio delle sue attuali capacità digestive;

  • parliamo di cavitazioni quando esiste un dente infetto tolto secondo la (purtroppo) normale procedura nella quale non si raschia il legamento dell’alveolo e non si fresa il primo millimetro di osso, l’infezione rimane stampata sull’osso, anche se il dente infetto è stato tirato. L’osso mandibolare o mascellare cresce a gruviera con infezioni dentro.

    Avendo due o più di questi ostacoli alla guarigione (o campi di disturbo), chi li ignora può incamminarsi in anni e anni di drenanti, controlli, mineralogrammi, Vega test che gli danno risultati minimi.
    Ci sono due possibili scenari svantaggiosi del "drenaggio forzoso":

    1. la perdita di tempo e di soldi,

    2. invece di avere un drenaggio si ottiene un peggioramento dei sintomi, infatti il drenante di turno prenderà il mercurio neutralizzato nei tessuti e lo redistribuirà come nuovo in varie parti sensibili dell’organismo. Huggins ["Detoxification", 1998] paragona la chelazione "allo stare a guardare un albero di mele, desiderandone una; scuoti l’albero e le mele non vengono giù. Allora prendi un bulldozer (chelante o DMPS) e vai addosso all’albero a 60 miglia all’ora. 100 mele cascano giù, ma quante ne puoi raccogliere? Forse una per mano. E allora, dove vanno le altre 98 che non puoi raccoliere?" Tutt’intorno". Morale della favola: le spinte della chelazione molto spesso fanno sì che venga rilasciato più mercurio dalle sue sedi nell’organismo in modo che il recente rilascio di mercurio può saturare altre sedi come il cervello, fegato, reni, cuore - gli organi filtranti principali.
    Un fenomeno drammatico (che a dire il vero si vede solo in pochi casi limite) è che uno usciva in modo accettabile dalla rimozione dell’amalgama, ma poi l’organismo reagiva ai tentativi di drenaggio (anche solo alle pressioni cutanee del kinesiologo secondo gli insegnamenti cinesi) con un blocco totale (la mobilitazione si traduceva in re-distribuzione, visto che l’organismo non era pronto al drenaggio forzoso). Oltre ad un organismo debolissimo, c’erano in questi casi limite campi di disturbo "non visti", cioè blocchi delle capacità di regolazione e disintossicazione.

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    Sulla disintossicazione

    Il paziente intossicato che si rivolge ai drenanti è come quella nave antica che in mancanza di vento chiede ai suoi rematori di intensificare i turni. Quella nave ha però delle pesanti ancore gettate in mare che nessuno vede. I vogatori remano, remano, la nave si muove poco o niente (situazione 1: perdita di tempo e soldi). Ma questi rematori erano già stanchi da molto tempo per i pesi invisibili che la nave si portava dietro, per cui le frustate che ricevono allo scopo di produrre qualche risultato in più possono facilmente far precipitare la situazione, apportare danno al sistema nave nel suo complesso e al suo futuro (situazione 2: danni da drenaggio forzoso).

    Quanto più gioiosa diventa invece la comunità quando si scopre una pesante ancora e si leva l’ormeggio! Il prof. Dr. Klindghart spiega che ogni volta che si elimina un campo di disturbo una certa quota di tossicità che l’organismo riteneva perché energeticamente impossibilitato a buttarla fuori, viene eliminata finalmente. Questa è la disintossicazione: la correzione degli ostacoli che bloccano le capacità di regolazione.

    Vedete bene allora quanto convenga che uno individui i campi di disturbi nel suo caso.

    Quando eliminate un campo di disturbo, è come se il vostro organismo salisse un gradino e andasse a posizionarsi in uno spazio dove ha più autonomia e meno problemi o sintomi.

    Es. n.1: dopo la rimozione delle amalgame i mal di testa persistono ma si attenuano; questa persona sospende il glutine cui è intollerante e solo allora i mal di testa spariscono definitivamente.

    Es. n.2: dopo la rimozione delle amalgame una ragazza ha delle intolleranze alimentari per cui le ritorna la candida intestinale e vaginale non appena introduce farine, latticini, etc. Un naturopata le insegna l’inspirazione profonda, da ripetersi durante la giornata quante più volte possibile cercando di ricordarsene, e infine può adottare una dieta libera senza che le ritorni la candida.

    Es. n.3: dopo la rimozione dell’amalgama, una paziente che reagiva clinicamente ad un composito dentale viene riportata da Ockert [1999]: dopo un trattamento di otto giorni basato su una semi-dieta e trattamento con acqua e sale e argilla Hawaiana e fitoterapici la donna non solo aveva visto una remissione dei suoi disturbi, ma non era più intollerante a quel composito di prima!
    Che dobbiamo pensare da questo? Che l’intestino con le croste (che rimangono lì per anni) e i microorganismi alterati (disbiosi) è un ormeggio (campo di disturbo) piuttosto pesante. Per non parlare della bassa efficienza enzimatica, la mucosa permeabile, e il fatto che il cibo che introducete ogni giorno tiene impegnate pressoché tutte le vostre risorse.

    Ma parliamo ora del "prima" della rimozione dell’amalgama, perché è su questo che abbiamo ricevuto più domande.
    Il
    discorso è identico a quello appena fatto: il sistema di regolazione, o "terreno biologico" è uno, gli stressori tanti. Se lo stato di salute non è precipitato totalmente, si può togliere uno qualsiasi dei vari stressori principali e il sintomo scomparirà. E' come quando svuotate solo un quinto di un vaso pieno in modo da poterlo trascinare di qua e di là su un tavolo riuscendo a non far fuoriuscire dell'acqua e bagnare tutto.

    Questo è successo nella nostra associazione (lo battezzeremo allora "protocollo A.D.O.M. per prepararsi alla rimozione protetta dell’amalgama"): gli iscritti, avendo programmato di rimuovere l'amalgama, toglievano i latticini a cui erano intolleranti (primo stressore) e si rifornivano di magnesio verso cui c'era una carenza (secondo stressore) e già si sentivano bene come non erano stati in anni.
    Il vaso era ancora pieno, ma avendone svuotata una piccola parte era diventato possibile muoverlo da una parte all'altra senza produrre disagi.

    Dopodiché essendo migliorata la salute intestinale (due blocchi in meno, "la carenza di magnesio" e "il consumo di latticini"), veniva il turno dei dentisti che erano in grado operare in sicurezza la disincastonatura dell'amalgama.

    Idealmente uno doveva tenere in conto anche altri campi di disturbo, ma in quei frangenti pre-rimozione si vedevano persone tanto soddisfatte dopo la sospensione di latticini e l’assunzione di cloruro di magnesio che ad alcuni era venuto il dubbio se ancora dovessero rimuovere l’amalgama (avevano recuperato uno stato di salute decente).
    Un ragazzo con problemi di artrite addirittura scoprii che tre anni dopo il contatto con noi non aveva proceduto alla rimozione dell’amalgama perché ormai aveva capito che il problema era adottare una dieta stretta avendo individuato le sue intolleranze alimentari.
    Quando allora gli inviai il documento che spiegava che la presenza di mercurio e di amalgama provocavano intolleranze alimentari, si convinse infine a procedere alla rimozione protetta.

    Perché proprio il latte e i formaggi viene spiegato nel "Mal di latte.doc". Anche se uno vede al Vega test che ha venti intolleranze alimentari, di solito il peso costituito dalla somma di quindici intolleranze diverse è equivalente a quello derivante dal consumo di latte e formaggi, per cui è comodo ed eclatante vedere la differenza che fa lo stare senza latticini.

    Sul magnesio bisogna leggersi il relativo libro, facciamo qui in tempo giusto a fare qualche precisazione: la carenza di magnesio è epidemica e si intensifica con il progredire dello stato di intossicazione. Per quanto riguarda l’attività degli enzimi e della cellula ci sono delle oasi che si impoveriscono gradualmente (con l’intossicazione, con la vecchiaia) e che si distribuiscono come segue: magnesio 80%, zinco 8%.

    Le indagini sui vari elementi e oligoelementi sono fuorvianti; infatti ad uno sguardo attento capita di osservare spesso (se non sempre) che il calcio o il potassio o altri oligoelementi siano carenti e poi introducendo il magnesio senza fare altri cambiamenti si osserva che questi valori si normalizzano. La loro carenza era dovuta al cattivo funzionamento della cellula (vedi "Il magnesio.doc" di Acerra, 2005).

    Allo stesso modo se uno vuole fare un drenaggio o una disintossicazione senza aver aggiustato lo stato di carenza di magnesio è come quando uno ha una Ferrari con un motore potentissimo su una spiaggia e spingendo l’acceleratore cosa ottiene? Tutta sabbia e niente velocità.

    Lo step del cloruro di magnesio è logico oltre che la cosa più economica che uno può fare (3 gr. al giorno di cloruro di magnesio, vedi "Curarsi con il magnesio" Raul Vergini 1995).

    Se proprio volete fare una cosa in più, logica, anche se a questa il 95% dei pazienti ADOM non ha fatto ricorso, è procurare all’organismo un integratore di minerali organici a largo spettro, come possono essere aloe o alga klamath. Punto. Non fate altre spese. Risparmiate tutti i soldi per togliere l’amalgama. Non rimpinguate l’industria dei Vega test, dei drenanti, dei chelanti, etc. Almeno non prima di aver corretto l’intolleranza a formaggi, la carenza di magnesio e aver rimosso l’amalgama. Se volete fare una cosa in più, togliete le farine. Se volete fare una cosa in più praticate l’inspirazione profonda.

    Per brevità in questo documento abbiamo fatto pochi esempi e non abbiamo concluso il discorso con vari altri elementi che potrebbero essere di aiuto alle persone con le situazioni più compromesse: 1. i germogli; 2. due giorni a settimana senza cereali: 3. dieta igienista; 4. dieta macrobiotica e senza farine. Infine, visto che un po' di noi dell'associazione abbiamo avuto problemi con impianti di titanio o ponti palladiati, salvo poi tornare sani come un pesce dopo averli tolti, ogni tanto insistiamo con ulteriore documentazione su queste tematiche. Importante anche sapere che le vaccinazioni sono temibili eventi tossici le cui conseguenze sul futuro di un organismo sono davvero a lungo termine.