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Associazione per la difesa dalle otturazioni al mercurio
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medici che sottolineano L'IMPORTANZA DELLA RIMOZIONE PROTETTA

Sito web di difesa del paziente odontoiatrico


  • Citazione medica n.1 su rimozione non protetta

     

    Larry Clapp

    da: « Guarire la prostata in 90 giorni », Macro Edizioni, gen. 2000.


    Rimuovere le otturazioni di amalgama è l'unico sistema per iniziare a disintossicare l'organismo dal mercurio e da altri metalli. Però non è sufficiente parlare di rimozione, bisogna spiegare che cosa è la rimozione protetta. Infatti un'estrazione male eseguita rischia di inondare l'organismo di vapori e scorie velenose . L'attacco violento di queste sostanze è più pericoloso di un'infiltrazione lenta, quindi trovate un dentista esperto in estrazione dell'amalgama, che collabori con un terapista pratico di intolleranze alimentari e depurazione dal mercurio nell'organismo.




  • Citazione medica n.2 su rimozione non protetta

     

    Jean Jacques Melet

    da: « Le mercure des amalgames dentaires: Quels risques pour la santé et l’environnement? Quels enjeux financiers? », 190 pages.


    Sandra F., fino all'età di 21 anni, conduce una vita normale, si diploma, prosegue gli studi, è molto attiva… Su consiglio di un suo dottore naturopata, fa rimuovere le sue 10 otturazioni in amalgama in quanto l'esame ha rivelato una correlazione con allergie e vari altri problemi non gravi. La rimozione viene effettuata senza alcuna precauzione. A questo punto la ragazza accusa nuovi sintomi, c'è uno stato di grande affaticamento, poi insorgono problemi di equilibrio che rendono difficile il camminare, poi segue una perdita della parola. Tre mesi dopo la vaporizzazione degli amalgami Sandra, costretta alla sedia a rotelle, non può nemmeno più sostenere la testa normalmente . La terapia con DMPS per cercare di disintossicare l'organismo dal mercurio dà scarsi risultati.

    È evidente una volta di più che una rimozione degli amalgami senza adeguate misure di protezione può arrecare problemi seri o almeno un'ulteriore intossicazione a causa della notevole emissione di vapori di mercurio derivanti dal fresaggio dell'amalgama dentale.




  • Citazione medica n.3 su rimozione non protetta

     

    Harold J. Hamre

    da: "Mercury exposure from dental amalgam and Chronic fatigue syndrome. A possible connection?", The CFSIDS Chronicle, Fall 1994, p.44-48


    Un fenomeno comune che ho osservato con numerosi pazienti è la comparsa o aggravamento di sintomi alcune ore dopo la rimozione anche di una sola amalgama dentale. Spesso si manifestano mal di testa, vertigini, depressione, dolori muscolari e articolari, tachicardia, diarrea e attacco di freddo e brividi.

    È con grande fermezza che sconsiglio di togliere più di un'otturazione o al massimo due piccole, per volta, con un intervallo di 4-6 settimane tra una seduta di rimozione e l'altra. Il rimuovere anche tutte le otturazioni in amalgama in un breve intervallo di tempo anche se è ben tollerato dalla maggior parte degli individui sani, nelle persone sensibili e indebolite ha portato ripetutamente a conseguenze importanti, che persistevano per anni dopo l'episodio o anche erano permanenti.




  • Citazione medica n.4 su rimozione non protetta

     

    Raimondo Pische, fondatore della Accademia Internazionale di Odontoiatria Biologica

    da: "Problem Solving", gennaio 2004, n.4, p.16


    Ritengo che il I Congresso Mondiale di Odontoiatria Biologica che si è appena concluso abbia rappresentato un momento di svolta nella nostra professione, in quanto per la prima volta si è discusso a 360° non sulle tecniche ultra-specialistiche, né sui virtuosi sistemi meccanicistici, né tantomeno ci sono state elucubrazioni teoriche sui massimi sistemi, ma si è parlato di RISPETTO BIOLOGICO. Gli argomenti trattati sono stati di grande spessore scientifico, con momenti di alto contenuto e novità. In particolare si sono potuti dimostrare:

  • l'emissione sia spontanea che provocata, dei vapori di mercurio dagli amalgami attraverso un sistema di rilevazione in camera oscura con filtri e lampade per tali vapori.
  • la migrazione nell'organismo di metalli endorali;
  • gli effetti biologici dei metalli osteointegrabili;
  • le interazioni chimiche tra titanio e amalgama in presenza di fluoruri;
  • il polimorfismo enzimatico e predisposizione genetica nelle intossicazioni da metalli pesanti endorali;
  • i sistemi diagnostici e terapeutici;
  • la tossicologia degli amalgami e del mercurio ed i rischi reali per la salute;
  • validità dei sistemi metal-free e disponibilità di materiali bio-compatibili nella professione.
  • alzheimer, autismo, sclerosi multipla, Parkinson: responsabilità di sostanze, usate anche in odontoiatria, nella loro genesi.


    Al di là di qualsiasi interpretazione, esiste comunque un dato oggettivo: il progresso porterà all'abbandono dell'amalgama, per la sua obsolescenza tecnica e inaccettabilità estetica, nel mondo "civilizzato": quest'ultimo, con atteggiamento non civile sta esportando nei paesi del Terzo mondo questa sostanza tossica e pericolosa e qui provocherà, in persone bisognose, ingenue ed inconsapevoli, quei danni da amalgama che hanno caratterizzato fino ad oggi i pazienti e gli operatori odontoiatrici nel mondo occidentale. Dunque il grande problema nella nostra realtà non è più l'amalgama, ma la rimozione delle vecchie otturazioni che rappresenta un rischio tangibile per il gran numero di persone che ne sono portatrici. L'attenzione per questa delicata manovra dovrà essere massima in quanto è estremamente labile il confine fra un'intossicazione cronica di mercurio (l'esposizione da un numero medio di otturazioni è stata quantificata dall'OMS in 10 microgrammi/giorno) ed una potenzialmente sub-acuta, ed in ogni caso con interessamento cronico, derivata da una scorretta rimozione.

    L'aspirazione, il raffreddamento, la tecnica di enucleazione fanno parte di un sistema di rimozione protetta che dev'essere tutelante nei confronti della salute del paziente ma anche, e soprattutto, degli operatori sottoposti ad un carico tossico multiplo.




  • Citazione medica n.5 su rimozione non protetta

     

    Susanne Lambrecht

    da: "Terapia della sclerosi multipla con l'aiuto dell'EAV", E.A.V., maggio 2000, n.6, v.4, p.26-30


    Negli ultimi anni sono relativamente aumentati i pazienti affetti da sclerosi multipla che si sono presentati alla mia attenzione. Il presente articolo è una trattazione delle mie esperienze personali nella terapia di 20 pazienti consecutivi. Con l’aiuto dell’elettroagopuntura sec. Voll è possibile individuare i diversi fattori eziologici della malattia e dunque intraprendere una terapia causale con la possibilità effettiva di fermare la sclerosi multipla o addirittura migliorarla.18 di questi 20 pazienti presentavano una forte intossicazione da mercurio, oltre che, a volte, stagno e argento. Tre pazienti hanno riferito di avere avuto il primo attacco dopo avere effettuato la rimozione dell’amalgama per tutt'altri motivi . Ciò ci dà modo di sottolineare che in tali pazienti bisogna porre la massima attenzione possibile alle modalità con cui avviene la rimozione dell'amalgama, operazione che generalmente è affidata al trapano e dunque causa un'esposizione acuta al mercurio (anche con l'uso di diga di gomma) , perché ci sono ridotte capacità di autoregolazione e disintossicazione in pazienti affetti da sclerosi multipla.
    Molti autori avvertono che, essendo bloccati i sistemi emuntoriali, in questi pazienti bisogna finanche limitare l'uso di rimedi omeopatici finalizzato alla mobilizzazione del mercurio accumulato nei tessuti, ciò per impedire un'intossicazione aggiuntiva del sistema nervoso che aumenterebbe il rischio di un nuovo attacco. In tali condizioni, l'effettuare una terapia puramente omeopatica con Mercurius D8 o D10 favorirebbe lo spostamento del mercurio nel sistema nervoso centrale. A questo proposito mi astengo da giudizi, ma non senza consigliare di tenere in seria considerazione tali affermazioni. Per evitare tali problemi e preparare il paziente alla fase di rimozione dell'amalgama, oltre a porre una particolare cura nel protocollo protetto di eliminazione dell'amalgama, bisogna preparare il maggiore sistema emuntoriale dell'organismo, cioè l'intestino. Mediante EAV vengono testati gli allergeni alimentari che dovranno essere evitati dal paziente , così da migliorare la flora intestinale e dunque assicurare la funzione di eliminazione del mercurio attraverso l’intestino.
    Dopo una rimozione dell'amalgama così condotta, sei pazienti hanno avuto un notevole miglioramento, sei pazienti un miglioramento medio e cinque un lieve miglioramento; due pazienti non ebbero alcun miglioramento e uno era irreperibile. I tempi di osservazione (follow-up) sono stati alquanto brevi, da 1 a 6 anni.




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    Ultimo aggiornamento 2 maggio 2005